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mercoledì 25 agosto 2010

L ultimo sole



"Oggi sono andato a prendere l ultimo sole ed è quello che mi è piaciuto di più perchè era rosso, perchè era docile come tutte le cose che stanno per andarsene."
Da "Venuto al mondo, Margaret Mazzantini."








E domani torno a quella quotidianità che fino a pochi mesi fa vedevo come una prigione, ma che adesso mi appare come una certezza. Certezza di cui tutti noi in fondo abbiamo bisogno, anche se fatichiamo ad ammetterlo.

Besos

martedì 17 agosto 2010

Le fasi della mia vita




Mi piace leggere altri blog diversi dal mio. Mi piace guardare al di la del mio piccolo "orticello" per capire come gli altri vedono il mondo, se percepiscono le mie stesse sensazioni.


Durante uno dei miei tanti pellegrinaggi nel web ho letto i post di due blog che seguo particolarmente (Chronicles of a Charmless Man e Come quando fuori piove ) che mi hanno colpito.

Mi sono a lungo domandato se era il caso di ripetermi, di "rubare" l idea. Non mi è mai piaciuto "copiare", prendermi meriti che non ho.
Ma riflettendo a lungo mi son detto: Perche no?

Non ho mai parlato veramente di me fra queste pagine virtuali. A dire il vero lo ho un po' evitato come la peste, perchè sono una persona riservata. Non mi piace sbandierare la mia vita privata, il mio passato ma rileggendomi mi sono reso conto che in ciò che ho scritto e che scriverò in fondo c è molto di me. Più di quanto possa immaginare.
E quindi perchè non uscire allo scoperto e farsi conoscere un po' meglio?


Ecco quindi le fasi della mia vita:

0: 3 Gennaio 1986: durante una fredda giornata di inverno vengo al mondo. L orologio segna le 10:30 del mattino, fuori nevica e fin dall inizio, faccio penare mia madre.

1: sono un bambino paffutello, solare, allegro. Il mio primo compleanno lo trascorro in montagna fra aria pura, lucciole e due genitori che mi amano alla follia.

2/3: i miei decidono di non portarmi all asilo. Trascorro buona parte della mia infanzia con mia nonna. Una nonna buona, speciale. I ricordi piu belli sono legati alla sua figura. Ricordo i suoi dolci squisiti, i giornali di cucina che mi dava e su cui io scarabocchiavo (con buona pace di mia madre). Ricordo il suo odore, il suo profumo di acqua di colonia.

4: tempo di scuole materne: mia madre mi fa scegliere la maestra che vorrei. Io rimango affascinato dalla più anziana, forse perchè mi ricorda mia nonna.

5: Ho un problema alla vista che si chiama astigmatismo. Sono costretto a portare la benda a un occhio per un po' di mesi e poi gli occhiali che mi accompagneranno fino alle medie. Durante quegli anni sarò soprannominato "quattrocchi".

6: Vado alle scuole elementari: li incontro Francesco, che diventerà il mio miglior amico e compagno insostituibile di giochi per un po' di anni.

7: Mi innamoro per la prima volta di una ragazza che, ovviamente, non ricambia. Che dire, sono sempre stato sfortunato in amore!

8: Ho un ottimo rapporto con la mia maestra di italiano, una donna dolcissima con la quale si instaura subito un rapporto speciale.

9: I miei genitori mi fanno il regalo che considero ancor oggi il piu bello della mia vita: la vigilia di Natale mi ritrovo Babbo Natale in persona sotto casa mia. Urla il mio nome, strombazza il clacson e ha in mano i miei regali, i piu belli che abbia mai ricevuto.

10: Faccio il mio esame di quinta elementare. Ricordo la fatica , il sudore e la bella figura che feci in Geografia :)

11: Scelgo la stessa scuola media e la stessa sezione "bilingue" del mio amico Francesco. Oramai siamo inseparabili.

12: Anno di band musicali. Spice Girls, Five, Backstrett Boys, N Synk. Anno di post alle pareti, di liti furibonde con i miei genitori per nulla. Anno del mio primo e unico concerto dal vivo.

13: Faccio molti sbagli: non studio, falsifico le giustificazioni, salto spesso la scuola. Mio padre mi da il primo e unico schiaffo ricevuto: da quel momento capisco che nella vita nessuno ti regala niente.

14: Mi iscrivo al Liceo Classico contro il volere dei miei insegnanti e di mio padre. L unica a credere in me sarà mia madre. Ricordo ancora quello che mi disse: "Andrea, fai quello che vuoi se ci credi veramente ma mi raccomando mettici tutto te stesso." Ancora la ringrazio per questo insegnamento.

15: Perdo un po' di quell ingenuita e solarità che avevo da piccolo. Divento più ombroso, tendo a rinchiudermi in me stesso. Sono anni di ricerca, di introspezione, non mi sento accettato e mi rifugio nei libri.

16: Divento un secchione e mi innamoro, questa volta ricambiato. La storia va avanti per un po', poi lei mi tradisce con un altro. E io soffro come un cane.

17: Scopro il dorato mondo delle discoteche e mi ci perdo. La mia resa scolastica ne risente pesantemente e rischio di non essere ammesso alla maturità.

18: Festa di compleanno in costume. La piu bella che abbia mai fatto.

19: Mi rimetto in carreggiata a scuola. Vengo ammesso e supero l esame di Maturità. Scelgo la facoltà universitaria, ancora una volta una scelta che fara discutere: Chimica. I miei insegnanti sono convinti che sia "troppo" per le mie capacità. Io me ne infischio e vado avanti.

20: E' una nuova fase della mia vita. Perdo molte amicizie appartenenti ormai a un passato che non mi appartiene più (fra cui Francesco) e faccio molte nuove conoscenze.

21/22: Sono anni felici, gratificanti, di rivincite. La vita mi risarcisce di tutto cio che prima mi è stato tolto ingiustamente. Prendo la patente e per la prima volta nella mia vita respiro aria di libertà.

23: Muore mia nonna. Il pensiero va sempre a lei in ogni istante della mia vita. Sento ancora la sua voce così soffice e vellutata. La immagino in paradiso, se esiste, attorniata da angeli che mi segue e mi indirizza in ogni scelta che faccio, in ogni istante della mia vita. Ancora la sento vicina a me. Ciao nonna.

24: Tengo un diario e scopro il mondo dei Blog. Mentre ne leggo uno decido è giunto il mio momento. Fra mille dubbi ne apro uno facendomi una promessa: "Andrea sii sempre te stesso, nel tuo blog come nella vita."

Besos

mercoledì 30 giugno 2010

Pausa...




Sono ormai passati quattro mesi dal giorno in cui, pian piano e in punta di piedi, ho iniziato questa nuova "avventura". L ho fatto così, con quel pizzico di incoscienza che caratterizza i bambini, senza avere molte aspettative.
E invece, a mia insaputa, mi si è aperto davanti agli occhi un mondo che non conoscevo:
-un mondo fatto di persone che sono più sensibili di quanto potessi immaginare.
-un mondo fatto di blog scritti con amore e passione.


Purtroppo durante questi mesi non mi farò molto "sentire".
Passerò le mie intere vacanze estive fuori casa (in quel di Viareggio) e, non avendo una connessione Internet disponibile, difficilmente potrò aggiornare il blog con nuovi post.
Prenderò questo periodo di pausa come un'occasione per "disintossicarmi", per rallentare i miei ritmi di vita sgombrando la mente da qualsiasi pensiero negativo... O almeno ci proverò!.

Ringrazio tutti coloro che continueranno a leggermi e a condividere i post durante la mia assenza.


Sarebbe fantastico trovare al mio rientro nuovi visitatori, nuovi stimoli, nuove "riflessioni su stati d animo e aggiornamenti sul procedere lento e magnifico della vita."
BUONA ESTATE A TUTTI!.
Besos

mercoledì 16 giugno 2010

Tormentoni estivi


Ci risiamo. Ogni estate che si rispetti deve portare con se il suo tormentone musicale... Quella canzone che diventa la colonna sonora delle nostre calde giornate (e serate) estive, che ci accompagna ovunque: in spiaggia, alle radio, nei pub, in discoteca, nei centri commerciali dove, sfiniti dall'afa, cerchiamo un po' di refrigerio. Lei è sempre lì che scandisce le nostre giornate e ci sembra ricordare che è estate e che fuori c è il sole (nel caso i 40 grado all ombra e il solleone ce lo avessero fatto dimenticare!).

E poi come un incantesimo che svanisce, o come una maledizione che è terminata, "quella canzone" che abbiamo tanto amato (o odiato) finisce di "tormentarci" e ci accorgiamo allora che l'estate sta davvero finendo e insieme se ne va via anche una parte di noi: quella parte che magari le parole di quella canzone hanno raccontato.
Besos

martedì 8 giugno 2010

L'estate è uno stato d animo




Sole, mare, tanta voglia di divertimento e di leggerezza.

Sono queste le prime immagini che ci passano davanti agli occhi quando pensiamo all'estate. Durante questi mesi infatti cerchiamo di vivere "al massimo", diventiamo tutti un po' più energici, più avventurieri, più pazzi e facciamo delle follie.
Quelle stesse follie che in inverno diventano ricordi da rivivere con un po' di nostalgia.
Ma che cos'è veramente l'estate? Una semplice stagione dell anno o qualcosa di più?.


L'estate è prima di tutto una condizione dell'anima.
Quante volte vi sarà capitato di sentirvi tristi, depressi, senza stimoli quando tutto intorno a voi vi spronava a svegliarvi da quel torpore in cui eravate caduti o "pieni di vita" durante una fredda giornata invernale.


Per sentirci veramente in estate non basta vedere fuori dalle nostre finestre uno splendido sole che brilla nel cielo. E' necessario che quel sole splenda prima di tutto dentro di noi.
Besos

domenica 6 giugno 2010

Vivere la notte




Sono le 4:44 di Domenica 6 Giugno. Di ritorno da una "notte al mare" (io la chiamarei da un assagio di estate), sono qua chino sulla tastiera a riflettere sulla notte e su ciò che essa ci può insegnare. Fuori gli uccellini cinguettano e un nuovo giorno sta sorgendo. E' la prima alba che vedo quest anno ed è una sensazione incredibile.


Nella vita esistono notti che ti danno mille emozioni, notti per le quali ti dici: "Ecco perchè vale la pena vivere!".
Notti che ti insegnano ad amare, a capire, a non avere pregiudizi. Notti nelle quali ti senti più libero, tutti i problemi ti sembrano non esistere.

Notti in cui fai incontri strani, bizzarri, parli con persone con le quali apparentemente non hai niente da condividere ma sotto la luna tutto ti appare più nitido. Di notte la tua anima si libera e tutto ti sembra possibile. Riesci a captare dettagli, a percepire odori sapori e senza che tu te ne accorga viene fuori la tua parte nascosta. Quella che pensavi non ti appartenesse e che ti stupisce, a volte ti impaurisce, ma ti affascina e, una volta che l hai conosciuta, non puoi più farne a meno.


E la mattina quando ti svegli tutto ti appare come un sogno.
Come fossero scritte indelebili sulla tua pelle, rivivi quegli odori, quei luoghi, quei rumori e ti senti stranamente soddisfatto, convinto di aver DAVVERO vissuto.
Besos

giovedì 3 giugno 2010

I ricordi




Non mi è mai piaciuto molto il film "Tre metri sopra il cielo", ma la voce fuori campo che racconta le vite dei protagonisti si.


Dovremmo riascoltare più spesso le "tracce della nostra vita" cercando di avere meno rimpianti possibili. Ma i rimpianti, purtroppo, fanno parte dei nostri ricordi.

Se potessimo tornare indietro, ognuno di noi vorrebbe cambiare qualcosa del proprio passato. Magari cogliere al volo quell'occasione mancata, ricambiare quello sguardo, quel sorriso o cancellare per sempre quei momenti dolorosi solo per rendere i nostri ricordi più belli, mansueti. Ma non funziona così!.


Come l amore, il ricordo è un sentimento che ha due facce: può far soffrire o riempire di gioia chi lo prova.
Quindi cerchiamo di guardare al nostro passato con serenità, senza porci troppe domande e ricordandoci sempre che le vite perfette non esistono... La perfezione non esiste. Forse nelle favole o su altri pianeti, ma sulla Terra no.
Besos

martedì 1 giugno 2010

La Maturità




Ogni anno in questo periodo milioni e milioni di studenti sono chiamati a sostenere la tanto temuta maturità.
Una tappa obbligata che presenta sempre nuove incognite, novità ma che, alla fine, provoca nei ragazzi che la devono affrontare le stesse sensazioni: ansia e paura di non essere all'altezza.


L esame di maturità non è certamente il più importante ma è quello che maggiormente sancisce la fine di una fase della vita e l inizio di un'altra.
Se prima infatti si è "portati per la manina" e indirizzati al raggiungimento di determinati obiettivi, da altri prefissati per noi, dopo non sarà più così.
D'un tratto ci accorgiamo che siamo soltanto noi i padroni delle nostre scelte, gli artefici di eventuali successi o insuccessi personali.


Di solito si danno tanto consigli su come affrontare questo esame, forse anche troppi.
Quello che mi sento di dire ai futuri maturandi è di dare il massimo di voi stessi SEMPRE, in questo come in altri esami che dovrete affrontare.

Come fosse un libro che avete iniziato a scrivere cinque anni fa, cercate di concluderlo nel miglior modo possibile.
E non pensate che la maturità debba essere per forza l esame più bello e gratificante della vostra vita. Se il risultato che conseguirete non vi soddisferà a pieno, non fatevene un dramma.

Nella vita ci saranno sicuramente mille altre occasioni, nuove opportunità per farvi valere.
IN BOCCA AL LUPO A TUTTI I MATURANDI!
Besos

lunedì 24 maggio 2010

L' invidia

Dedico questo video a tutti coloro che provano invidia verso chi è più bello, più bravo, più simpatico o più di successo di loro.
A chi fa critiche non costruttive, ponendosi come unico obiettivo quello di "affossare" chi ha di fronte e a chi si sente ferito quando viene tradito da un amore o da un' amicizia in cui credeva molto.





L' invidia è uno dei sentimenti umani che meno capisco.

Non ha senso voler essere quello che non si è, star male e riversare la propria frustazione addosso a chi in un modo o nell altro è riuscito a realizzarsi.
Vivete la vostra invidia come un modo per fare sempre meglio.

Non perdete tempo. Se trovate durante il vostro cammino di vita qualcuno migliore di voi non cercate in tutti i modi di "fargliela pagare", ma prendete ciò che di buono può darvi questa persona. Tutti, nel bene o nel male, ci insegnano qualcosa. Sta a noi "ricevere la lezione".
Besos

martedì 18 maggio 2010

E scivolo di nuovo




Sto attraversando un periodo un po' difficile della mia vita. Penso, rifletto molto e mi chiedo se quello che faccio, se i miei comportamenti, i miei gesti, il mio modo di rapportarmi al mondo sia giusto o meno. Tante domande e poche, pochissime certezze.


Alle volte mi sembra di essere in un frullatore in cui tutto cambia, scorre con una tale velocità. Ed io fatico, arranco, non riesco a tenere il passo.
Mi guardo allo specchio e cerco di capire cosa non va in me, ma non trovo risposte. E allora, sdraiato sul mio letto fissando il vuoto, vedo scorrere davanti ai miei occhi tutti i miei sbagli, tutte le occasioni mancate, tutte le volte che "avrei potuto" ma non ho fatto per paura, per mancanza di coraggio o per chissà quale altro motivo.
E scivolo di nuovo. Scivolano via le mie poche certezze, le mie uniche ancore di salvataggio. Mi sento inghiottito dai miei "fantasmi".
Cado e mi rialzo, cado e mi rialzo. Quante volte lo avrò fatto in questo periodo, quante volte lo facciamo senza neanche accorgecene?.
Besos

venerdì 7 maggio 2010

L egoismo sul "tubo"




Guardando vari video su YouTube, leggendo altri blog, mi sono reso conto che esiste un altro tipo di egoismo, oltre a quello che tutti noi conosciamo nella vita: l egoismo sul "tubo", ossia su Internet.


Mi è capitato spesso di notare che alcuni canali di youtubers "famosi", oltre a non aiutare per niente gli altri utenti che non hanno avuto la loro stessa fortuna, riprendono frasi già scritte o video già fatti "aggiustandoli un po' qua e la" per spacciarli così come propri. La stessa cosa accade anche con i blog. Capita che delle persone leggano il tuo blog e riprendano frasi senza citarti.
Alcuni di voi magari si chiederanno:
"Ma che problemi sono questi?"

Certamente non sono problemi insormontabili, ne esistono ovviamente di peggiori, ma vi garantisco che vedere video e frasi che sono "farina del tuo sacco" ripresi da altri e notare sotto tali video o frasi milioni e milioni di commenti positivi, quando tu sai di avere solo "tre gatti" che ti seguono, non è una cosa che fa piacere.
La trovo soprattutto una mancanza di rispetto.

Citare la "fonte" ogni volta che si condivide un video, una frase che ci ha colpito o comunque farlo "sapere" in qualche modo a chi lo ha ideato/a cosa vi costa?. E' forse chiedere troppo?
Pare di si.

Besos

martedì 4 maggio 2010





Ho bisogno di leggerezza, di spensieratezza, di bagni di sole, di risate a crepapelle.


Ho bisogno di ritrovarmi su quella spiaggia dove ho abbandonato la parte migliore di me ormai un anno fa.
Ho bisogno di nuove convinzioni, di un nuovo io.




Ho bisogno di perdermi per poi ritrovarmi... Nella magia dell'estate.









Besos

lunedì 3 maggio 2010

Oscar Pistorius: un esempio per tutti noi




Viviamo in un paese in cui troppo spesso " i cattivi esempi", "i cattivi maestri" la fanno da padrone. Un paese in cui i mass media danno ampio spazio a delitti, cronache nere, risse, bullismo perchè si è convinti che parlare di ciò che non funziona, di ciò che è "marcio" e negativo colpisca maggiormente la gente.


In questo modo però ci dimentichiamo che esistono anche "esempi positivi", persone che con grinta e determinazione raggiungono traguardi inaspettati, dandoci così una grande lezione di vita.
Oscar Pistorius è certamente una di queste persone.

Le sue "imprese", la sua forza di volontà, il suo non tirarsi mai indietro davanti alle difficoltà devono essere "un'iniezione di fiducia" per tutti coloro che davanti al primo rifiuto abbandonano quello in cui credono (che sia un progetto o una semplice idea) e scappano.

Ricordatevi che nella vita niente, NIENTE è impossibile.
Non arrendetevi mai, anche se avrete tutti contro, anche se vi sembrerà che quello che fate non vi porti da nessuna parte.
Affrontate la vita con forza e coraggio, mettevi sempre in discussione e quando vi sembrerà di essere riusciti nel vostro intento non pensate mai che il vostro cammino di crescita si sia concluso.
Ci saranno sempre nuovi obiettivi, nuove sfide, nuovi traguardi da raggiungere. E per tutti coloro che hanno paura ad inseguire i propri sogni, ricordatevi che:

"Perdente non è chi arriva ultimo ad una gara, ma chi si siede e sta a guardare".
(La madre di Oscar Pistorius)

Besos

giovedì 29 aprile 2010

"Il curioso caso di Benjamin Button"




Noleggiato per caso e senza badare più di tanto alla trama, sono rimasto letteralmente colpito e non mi sarei mai aspettato di trovarmi davanti un film così intenso e profondo.

"Il curioso caso di Benjamin Button", basato su un breve racconto del 1922 di Francis Scott Fizgerald, narra la bizzarra storia di un uomo che percorre tutte le fasi della vita di un "normale" essere umano, ma al contrario (ossia nasce vecchio per poi morire giovane). Durante questo suo strano percorso conosce molte persone ma una donna, Daisy, sarà la vera ragione della sua intera esistenza. Con lei vivrà una intensa storia d amore "a metà strada", ossia quando le loro vite "anagraficamente" si incrocieranno.

Quello che mi ha colpito di questo film è come una persona possa vivere una vita "normale", forse anche più intensamente, toccandone però tutte le sue naturali fasi al contrario.
E' una pellicola che vi farà riflettere e, forse, anche piangere.
Vi riporto qua sotto una delle frasi più belle del film (ma ce ne sono davvero tante) e vi consiglio vivamente di noleggiarlo perchè merita:

"La vita può essere compresa soltanto guardando indietro, ma deve essere vissuta guardando avanti."
Besos

martedì 27 aprile 2010

Le "stagioni della vita"




Girovagando per YouTube si trova di tutto. Tante volte "inciampi" in video demenziali che ti fanno ridere, altre volte in video talmente stupidi che ti chiedi cosa abbia bevuto chi lo ha caricato e altre rimani stupito dalla bellezza delle immagini, dalla forza delle parole e della musica.
Alcuni giorni fa mi sono trovato davanti proprio uno di questi video e sono rimasto senza parole.
Ho deciso di condividerlo qui con chi mi segue.

Il video non ha bisogno di molte spiegazioni perché "parla" da solo e soprattutto fa riflettere sulle tante persone che incontriamo durante il nostro viaggio su questo pianeta.

La vita è un continuo intersecarsi di strade, vie, sentieri. Durante il nostro cammino incontriamo persone differenti: con alcune facciamo chilometri e chilometri, con altre pochi metri, con altre ancora solo un breve tratto ma tutte quante, se importanti per noi, ci lasciano qualcosa, ci fanno crescere, scrivono insieme a noi un capitolo importante della nostra vita.
Besos

domenica 18 aprile 2010

Vasco Rossi -Siamo soli




Sei in mezzo a una folla immensa. Tutti parlano, c è un gran rumore accanto a te. Tanti sorrisi, tante strette di mano eppure tu ti senti solo. Io mi sento solo. Siamo davvero soli?

giovedì 15 aprile 2010

I giovani che lasciano l' Italia




Un fenomeno sta interessando in questi ultimi anni il nostro paese: Quello della "fuga" dei giovani all estero. Questo è un fatto che stranamente la nostra società, chi ci governa non prende seriamente in considerazione. Why?

Si parla tanto dei cosiddetti "bamboccioni", di giovani che a trent anni sono ancora in casa con i genitori, si dipinge una generazione dedica solo al sesso, allo sballo, alla droga e all alcol. Una generazione che pare non sappia fare niente; giovani che fanno i bulli, che non sanno parlare, che non indovinano neanche un congiuntivo e si vantano di questo.

Mi chiedo ma è realmente cosi? O questo è solo uno dei mille modi che il nostro paese, o meglio i media hanno, per mascherare la cruda realtà ossia che purtroppo i giovani oggi non vedono nel loro paese un futuro e si vedono costretti a emigrare da altre parti dove, invece, si da loro voce ?
Il nostro è un paese gerontocratico dove gli anziani sono al potere. A differenza di altri paesi, europei e non, nel nostro non esiste un ricambio generazionale. Questo perchè se non sei figlio di quello giusto, se non sei amico di è dura avere un benchè minimo di carriera per chi, giustamente, non si accontenta di passare il resto della propria vita come precario senza possibilità o senza un minimo di certezza per il proprio futuro. Ecco la parola chiave di tutto: CERTEZZA.
In Italia i giovani non hanno nessuna certezza ed è questa la reale motivazione della loro fuga.

Si parla di una generazione di falliti, di bamboccioni, di una gioventù' bruciata... Bè io parlerei di una generazione DELUSA, INCAZZATA, SENZA STIMOLI, INTRAPPOLATA IN UN SISTEMA INGIUSTO. Parlerei di giovani che sono stufi di laurearsi per poi ritrovarsi a vita a fare un qualcosa che non li gratifica, che non rende il giusto merito al loro talento, a quello che hanno studiato. Parlerei di uno Stato che non da la possibilità ai giovani di metter su famiglia.
Davanti a tutto questo noi giovani siamo costretti a lasciare il nostro paese e a costruirci un futuro laddove ci viene permesso.

Concludo con una frase che ho trovato guardando un video su YouTube.
Siccome non mi piace prendermi il merito di cose non mie o che non ho scritto io, cito "la fonte".
Sul canale YouTube di Fabio Intiso (vi consiglio di iscrivervici, merita!) c è un video che lui ha intitolato "Home is where the heart is" ossia "casa è dove è il nostro cuore".
Ecco... Secondo voi un paese che non da futuro può essere la casa dei giovani?
Besos

lunedì 5 aprile 2010

Come creare un blog di successo



Recentemente sul motore di ricerca Google ho provato a digitare nella barra spaziatrice, per pura curiosità, la seguente frase:
"Come creare un blog di successo" e mi sono venuti fuori ben 6.990.000 risultati. Milioni e milioni di siti con titoli accattivanti del tipo: " come creare un blog di successo in otto semplici mosse" oppure " 10 regole per creare un blog di successo " o ancora " 15 ingredienti per fare un blog di successo ".
Tutte pagine web che, alla fine, finiscono sempre per dare i soliti consigli (trattare argomenti accattivanti, condividere il più possibile sui social network, seguire anche altri blog oltre al proprio, scrivere costantemente e condividere i propri feed).
Mentre leggevo tutti questi "consigli", o presunti tali, mi chiedevo:
Ma davvero una persona appena decide di aprire un blog la prima cosa che pensa è al successo, alla fama, a come avere nel minor tempo possibile il maggior numero di visite? Non si apre più un blog per il semplice piacere di farlo e si scrive di argomenti che a noi piacciono senza porsi come obiettivo primario quello di "cercare la gloria" ?

Aprire un blog, così come andare in palestra, fare musica con gli amici, deve essere prima di tutto un passatempo... UN HOBBY e non deve diventare il mezzo per soddisfare il nostro desiderio frustrato di successo.
Cosi come quando una persona va in palestra e lo dovrebbe fare non per diventare la più atletica e muscolosa ma semplicemente per sentirsi meglio con se stessa, allo stesso modo chi apre un blog dovrebbe farlo solo per il gusto di farlo.
Ogni hobby deve fare star bene prima di tutto noi stessi, deve piacere a noi, convincerci, rendere la nostra vita meno monotona possibile... Questi sono gli obiettivi che ci dobbiamo porre. Non la fama e il successo. Anche perchè trovo di per se stupido dare consigli o fare un elenco di cose da fare e cosa da non fare per diventare famosi perchè non funziona così!.

E poi in una società che ci spinge ad avere più persone possibili che ci vogliono, più "amici" possibili su facebook, piu visualizzazioni possibili del proprio canale, tutto più...più... be io dico:
Meglio la qualità alla quantità.
Besos

venerdì 26 marzo 2010

La censura



La democrazia oggi in Italia è davvero a rischio? Perchè quando si affronta il tema della libertà di informazione bisogna fare i conti anche con i partiti, con le ideologie politiche... Perchè?


Quando ho deciso di aprire un blog su Internet la prima cosa che mi sono ripromesso è quella di non scrivere nè di politica, nè delle mie idee politiche (ammesso e concesso che ne abbia).
Ho voluto immaginare questo blog come uno spazio aperto a 360 gradi dove affronto tutte le tematiche possibili (dalle più leggere alle più impegnate)... Tutte ma non scrivo di politica. Vi chiederete voi... Perchè?
Semplicemente penso che non sia sempre e comunque necessario sbandierare le proprie posizioni politiche. Questa è una mia decisione che alcuni condivideranno, altri no ma è una mia decisione LIBERA.

Quello che è successo in questi giorni nel nostro paese invece è tutto tranne che un atteggiamento "liberale".
Come si può in una società che si definisce civile e PLURALE imbavagliare l'informazione, chiudere tutti i programmi di approfondimento politico e non in un azienda, LA RAI, che è pubblica, che vive sul canone che noi cittadini versiamo? Come si puo costringere i cittadini a sorbirsi notizie pilotate dal "capetto" di turno?
Tutto cio credo sia inaccettabile. In una azienda pubblica bisogna garantire la "sete di informazione" di tutti... DI TUTTI!. E non solo di una parte di italiani.
Purtroppo stiamo vivendo un periodo molto buio in cui la gente di fronte a tutto ciò invece di arrabbiarsi, di farsi sentire, sta zitta, si assuefà finendo poi con l abituarsi considerando così tutto questo normale.
Ecco quello che mi sento di dire è che tutto questo, in una moderna democrazia, NON è normale. Cerchiamo almeno per un attimo di lasciare da parte le nostre idee politiche e lottiamo tutti assieme per un' Italia che sia davvero democratica, non solo a parole.
Sforziamoci e ascoltiamo le persone che non la pensano come noi, creiamo dibattiti politici e non vivaci in cui ci confrontiamo l un l altro con rispetto senza urlarci addosso dicendoci le peggio cose.
Soltanto in questo modo possiamo cercare di uscire da questa condizione di imbarbarimento collettivo.
Besos

martedì 23 marzo 2010

"Ragazze Interrotte"




Ragazze Interrotte è un film del 1999 diretto da James Mangold con Winona Ryder e Angelina Jolie. E' tratto dal diario di Susanna Kaysen "La ragazza Interrotta".



Chi si può definire pazzo e chi no? Esiste davvero la pazzia?
E' questa la domanda che più' mi assilla.


Negli anni in cui è ambientato questo film (1967-1969) era davvero semplice essere "internati" in un manicomio. Bastava avere idee politiche diverse, essere controcorrente o semplicemente avere gusti sessuali definiti "peccaminosi" per l' epoca. Chiunque rientrava in queste categorie veniva facilmente rinchiuso in questi ospedali psichiatrici dove veniva fatto di tutto ai pazienti (dall elettroshock ai sedativi vari) tranne la cosa più elementare di tutte... Quella di essere curati.
Il manicomio nel corso della storia quindi era diventato un posto dove più che essere ricoverati pazienti realmente pericolosi per la società venivano piazzate persone scomode, che non rientravano nei canoni, che davano fastidio perchè infrangevano dei tabù considerati sacri per il periodo storico in cui vivevano.


Il 13 Maggio del 1978 Franco Basaglia, con una legge ribattezzata "legge 180/78", chiuse definitivamente questi luoghi definiti da molti "case di tortura" proponendo cosi nuove forme di cura per la pazzia basandosi su più umane concezioni psichiatriche che lui stesso sperimentò in Italia.
Famose furono le sue parole sulla pazzia:
"La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per definirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragione di essere".

La follia quindi è in ognuno di noi? Penso di si. Quante volte intraprendendo una nuova attività, facendo qualsiasi cosa che poteva mettere anche solo minimamente in discussione ciò che avevamo costruito fino a quel momento ci è capitato di dire... Ma sono pazzo? Cosa sto facendo?. E divisi fra ciò che la nostra ragione e la nostra "sana" follia ci indicavano di fare magari abbiamo seguito la seconda strada.
Siamo tutti un po' interrotti dentro di noi solo che alcuni se ne rendono conto, lo ammettono prima di tutto a loro stessi e altri invece no.
A tal proposito nella pagina del fan club del film su facebook, ho trovato un'affermazione che mi ha particolarmente colpito e che voglio riportare.
Michele Drago scrive:
"Ciao amiche ed amici,
a volte ci guardiamo attorno e consapevoli di avere tutto sentiamo un grande vuoto incolmabile dentro di noi...
E non si riesce a capire di cosa si tratta, si prova a fare dei gran sorrisi, si prova a fare i disinvolti, si conosce bella gente, si fa del gran sesso, e tutti pensano: Che gran bella persona quello...
Poi a casa da soli, togliamo la maschera e soli con noi stessi, solo il nostro vuoto interiore ci fa compagnia...
Vorrei buttarlo fuori ma non so come...
siamo tutti un po' interrotti".

Parole di una sensibilità unica.
Besos