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sabato 7 aprile 2012

Pasqua

Auguro una felice Pasqua a tutti voi.





In pochi mesi sono cambiate molte cose nella mia vita. Nuove amicizie, nuovo lavoro e una nuova consapevolezza di me. E ho capito molte cose:
Ho capito che l impossibile non esiste, che i limiti sono solo una scusa, un modo per giustificare i propri fallimenti. Tutti noi siamo capaci di fare piccole grandi cose, le nostre risorse sono inesauribili basta volerlo, mettersi in discussione, sporcarsi un po' le mani e non stare a casa seduti aspettando un'opportunità che mai arriverà.

Le opportunità non busseranno mai alla vostra porta. Troppo facile dire c'è crisi oppure non trovo il lavoro che desidero.
Bisogna sapersi adattare, andare in strada e cercare, cercare, cercare con tenacia, costanza e quando arriva la vostra occasione non lasciatevela scappare. Non abbiate paura di sacrificare parte della vostra vita privata o delle troppe ore di lavoro.
La gavetta è il modo migliore per crescere, maturarre, diventare grandi...


sabato 25 febbraio 2012

La sofferenza

Questa canzone rispecchia perfettamente il mio stato d animo.


Nella mia vita in questi ultime settimane è cambiato tutto.


Il lavoro mi ha inghiottito e non mi lascia tempo per pensare, riflettere, capire, fare un punto della situazione.

Credo di aver perduto tanto, troppo tempo, credo di aver fatto del male a persone a me care che non lo meritavano. Soffro ma in silenzio, come sempre, perchè trovo estremamente ingiusto coinvolgere gli altri nei nostri problemi personali. E' un atto di egoismo sterile.
E così mi tengo tutto dentro, con quella sofferenza che cerco di mascherare fra sorrisi falsi e frasi di circostanza. E mentre io continuo la mia vita facendo finta di nulla, lei continua la sua opera distruttrice dentro di me e piano piano mi devasta.

Non so dove troverò la forza di rialzarmi, non so di chi posso fidarmi, non so se tutto quello che sto facendo mi porterà a qualcosa.


Solo il tempo potrà darmi una risposta e lenire il mio dolore





giovedì 19 gennaio 2012

Sulla crisi

Sulla crisi e sui dolori che la vita ci impone di affrontare rivedendo le nostre prerogative, i nostri progetti per il futuro.
Sulla paura di mettersi in discussione, di nuovo, proprio quando eravamo certi del nostro percorso...


"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perchè la crisi porta progressi.
La creatività nasce dall'angoscia, come il giorno nasce dalla notte oscura.
E' nella crisi che nasce l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e da più valore ai problemi che alle soluzioni.

La vera crisi è la crisi dell'incompetenza.
L'inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d'uscita.
Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.
Senza crisi non c'è merito.
E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perchè senza crisi tutti i venti sono lievi brezze.

Parlare di crisi significa incrementarla e tacere nella crisi è esaltare il conformismo.
Invece, lavoriamo duro.
Finiamola una volta per tutto con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."

A.Eisten

giovedì 12 gennaio 2012

Puo un solo gesto cancellare tutto?

Può un solo gesto cancellare tutto?

E' questa la frase, il ritornello che imperversa nella mia testa in questi miei giorni di letargia e febbre alta.
E' una frase stupida, lo so, tratta da un libro e un film estremamente infantile, sterile, ma alle volte sono le cose più stupide quelle più vere. Perchè la vita stessa in fondo è stupida, imprevedibile.

Questo 2012 è iniziato con tanti, troppi cambiamenti. Alcuni voluti, altri invece mi sono piombati addosso come un boomerang e mi hanno colpito in piena faccia lasciando un segno indelebile nella mia anima. Erano evitabili? No.
Si dice che a ogni batosta corrisponde sempre una rinascita, spero sia così anche per me. Spero che questo 2012 sia l anno della mia rinascita.

Per la prima volta nella mia vita sto mettendo in discussione tutto e sto cercando di inseguire un mio sogno, o almeno ci provo. Mi sembra di aver buttato via sei anni della mia vita cosi nel nulla, sei anni dettati dalla paura, dall'angoscia, dal dover dimostrare sempre il doppio degli altri. Sei anni in cui mi sono annientato: tutto quello che ho fatto l'ho fatto perchè era la cosa più giusta, quella più razionale, più corretta, più prevedibile. Non ho mai avuto la forza di ribellarmi, di dire questo non lo voglio, questo si, ho sempre accettatato passivamente tutto fino ad annientarmi.

Adesso è l'ora di cambiare.
Abbiamo una sola vita e io non posso vivere di rimpianti, gia ora all eta di 26 anni mi sento vecchio. Certe esperienze che potevo fare a 20 anni le ho riomandate di troppo troppo tempo e mi chiedo: Sarà tardi?.

Fatto sta che ci provo, farò un colloquio, uno di quei colloqui che non prevedono una preparazione specifica. Non vengono richiesti requisiti specifici devi solo avere fortuna. Fortuna di essere la persona che loro vogliono, la classica persona giusta al momento giusto. La vita è fatta anche di occasioni come questa, di treni che passano e non tornano più, di botte di culo che possono cambiare il corso degli eventi.
Non sono credente, ma sono sicuro che tutti noi lassù da qualche parte abbiamo qualcuno che ci segue, ci protegge, ci indirizza di nascosto. Ecco io mi rivolgo a te, aiutami ora come non mai ne ho davvero bisogno.

giovedì 5 gennaio 2012

Su di me...

Non so se la via che sto percorrendo mi porterà da qualche parte.
Non so se l anno che mi appresto a vivere riuscirà a farmi scrollare di dosso tutte le mie paure, le mie incertezze.

Già perche la paura è sempre stata una costante, un ritornello fisso nella mia vita.

Quel senso di inferiorità che ti porta a non fidarti, a non confidarti, perchè sai che gli altri potrebbero usare le tue debolezze contro di te.
Il mondo è cattivo, molta gente pure ed è per questo che ho sempre evitato di mostrarmi vulnerabile in momenti di difficoltà.

Ancora ricordo alle superiori la sofferenza che provavo dentro per un brutto voto, una interrogazione andata male dopo ore di studio, un rimprovero ingiusto di un professore. Mi arrabbiavo, chiedevo spiegazioni che puntualmente non arrivavano e uscivo di classe. Andavo in bagno e li fra quelle quattro pareti riversavo in lacrime e singhiozzi tutta la mia frustrazione. I miei pianti rimanevano li, ovattati, protetti, confusi fra una campanella e l'altra, una risata e una confidenza fra due amici.
Poi uscivo e come se nulla fosse tornavo in classe, senza dire nulla, senza mostrare nulla come se quel pianto fosse stato solo un incidente di percorso, un fuoriprogramma da dimenticare.

Questo episodio spiega molto di me. E ancora oggi sul lavoro come nello studio non manifesto la mia insoddisfazione, rimane tutto dentro di me, protetto. Forse sbaglio, forse no ma alle volte i miei occhi mi tradiscono. Ed è per questo che alcune persone alla mia risposta "va tutto bene" non credono alle mie parole... Come sei miei occhi gridassero di nascosto.



sabato 24 dicembre 2011

Natale






In questi mesi ho un po' abbandonato questo mio blog e, in parte anche i vostri. Purtroppo la mancanza di tempo, lo studio e mille altre variabili mi hanno allontanato da voi.

Non voglio iniziare l'anno con promesse che non so se potrò mantenere, non so se riuscirò a essere presente come in passato, posso solo dirvi che ci proverò. Ci sono molte cose che nella mia vita stanno cambiando e il 2012 sarà per me un anno di rinnovamento, di cambiamenti radicali.


Oggi è la vigilia di Natale.








Mi piacerebbe immaginarvi tutti riuniti attorno al vostro albero, con accanto i vostri parenti, i vostri amici più cari, la persona che amate a ridere, scherzare, a parlare lontano da quella frenesia che la vita di tutti i giorni ci impone. Mi piacerebbe che in questo giorno vi riscopriste nuovi, migliori.
E a chi non sente questa festa perchè ateo o per mille altre ragioni bè fate un piccolo sforzo... Credetemi ne varrà la pena.



lunedì 24 ottobre 2011

Isteria collettiva

Come un grande palcoscenico, nei principali social network si tende ad amplificare qualsiasi cosa succeda come fosse la fine del mondo mettendo così tutto, dalla notizia più futile a quella più rilevante, sullo stesso piano.



Oggi è morto Marco Simoncelli.






Appena la notizia è stata confermata il web è andato in tilt. Migliaia di persone hanno postato commenti su Facebook, taggato foto che lo ritraevano e scritto post su blog esprimendo tutto il loro dolore.
Ma cerchiamo di vedere le cose con la giusta lucidità senza risultare troppo cinici ma neanche troppo buonisti.






Marco Simoncelli era un motociclista, morto CONSAPEVOLE di fare un "lavoro" ben pagato ma rischioso. Nessuno lo obbligava a correre, a mettere continuamente a repentaglio la sua vita ma la passione che aveva per le due ruote lo hanno portato a una fine tragica.







Ci sono invece tante altre persone che muoiono in silenzio. Operai che fanno lavori degradanti, sottopagati. Persone costrette a mettere a rischio la propria vita sul posto di lavoro non per appagare un proprio io smisurato ma semplicemente per arrivare a fine mese, per avere i soldi per mangiare, mantenere i figli e magari pagare anche il mutuo. Ecco per loro non una parola, non un commento. IL VUOTO.


Perchè questo?
Devo forse malignamente pensare che tutti coloro che hanno pianto virtualmente la scomparsa di questo ragazzo lo abbiano fatto solo perchè si immedesimavano nei suoi successi, considerandolo così come un eroe da venerare e proteggere?




Bè i veri eroi sono altri.




Eroi sono tutti quei libici che hanno sacrificato la loro vita per restituire alla propria gente e al proprio paese un po' di libertà e giustizia.








Eroi sono tutti quei passeggieri del volo United 93 che l 11 Settembre hanno tentato di riscrivere il proprio destino e quello di una nazione intera. Si sono ribellati al piano suicida di quattro pazzi integralisti islamici che "volevano cambiare il mondo".









Il dolore se è vero e sincero non ha mai bisogno di manifestazioni plateali. Chi soffre sta in silenzio, circondato di ricordi, solo con sè stesso e i suoi fantasmi.

Il resto è solo isteria collettiva.